Molti pensano che l’introduzione degli AGV (Automated Guided Vehicles) in azienda implichi la sostituzione degli operatori umani. Ma è davvero così?
Nella nostra rubrica “Chiedilo all’Esperto”, ne abbiamo parlato con l’ing. Pierluigi Santucci, consulente esperto in soluzioni automatizzate per l’intralogistica, che ogni giorno affianca le imprese nel percorso verso una maggiore efficienza operativa.
“In che modo gli AGV sono alleati dell’uomo e non suoi sostituti?”
La risposta è semplice, ma spesso sottovalutata. Pensiamo a un operatore che movimenta manualmente 150 colli all’ora, da 10 kg ciascuno. In una giornata di 6 ore, avrà spostato 9 tonnellate di merce. In un anno, più di 2 milioni di chili.
Un carico insostenibile per la colonna vertebrale, le articolazioni e la salute generale dell’operatore. Questo sforzo continuo, protratto per decenni, presenta un costo umano, sociale ed economico enorme.
“L’automazione e gli AGV – spiega l’ing. Santucci – diventano alleati proprio perché si fanno carico di questo fardello. Un sistema si ripara e si mantiene. Ma un uomo, se compromesso, genera dolore fisico e mentale.”
Ma quindi, l’uomo non serve più?
Tutt’altro.
L’intelligenza dell’uomo è e resta indispensabile. Senza di essa, nessuna macchina può operare, migliorarsi o adattarsi. Gli AGV non eliminano l’uomo, ma lo liberano dalla fatica per restituirgli tempo, lucidità e benessere. Tempo per pensare, analizzare, innovare. Tempo per costruire un ambiente di lavoro più sicuro, sostenibile e produttivo.
“Io vedo il futuro del lavoro – conclude l’ing. Santucci – come un’equilibrata integrazione tra tecnologia e umanità.”
AGV = efficienza + benessere
Adottare un sistema AGV significa generare saving e aumentare la competitività… ma anche investire nel benessere delle persone, tutelando la loro salute e valorizzando il loro potenziale.
Molti pensano che l’introduzione degli AGV (Automated Guided Vehicles) in azienda implichi la sostituzione degli operatori umani.
Ma è davvero così?
Nella nostra rubrica “Chiedilo all’Esperto”, ne abbiamo parlato con l’ing. Pierluigi Santucci, consulente esperto in soluzioni automatizzate per l’intralogistica, che ogni giorno affianca le imprese nel percorso verso una maggiore efficienza operativa.
“In che modo gli AGV sono alleati dell’uomo e non suoi sostituti?”
La risposta è semplice, ma spesso sottovalutata.
Pensiamo a un operatore che movimenta manualmente 150 colli all’ora, da 10 kg ciascuno.
In una giornata di 6 ore, avrà spostato 9 tonnellate di merce.
In un anno, più di 2 milioni di chili.
Un carico insostenibile per la colonna vertebrale, le articolazioni e la salute generale dell’operatore.
Questo sforzo continuo, protratto per decenni, presenta un costo umano, sociale ed economico enorme.
Ma quindi, l’uomo non serve più?
Tutt’altro.
L’intelligenza dell’uomo è e resta indispensabile.
Senza di essa, nessuna macchina può operare, migliorarsi o adattarsi.
Gli AGV non eliminano l’uomo, ma lo liberano dalla fatica per restituirgli tempo, lucidità e benessere.
Tempo per pensare, analizzare, innovare.
Tempo per costruire un ambiente di lavoro più sicuro, sostenibile e produttivo.
AGV = efficienza + benessere
Adottare un sistema AGV significa generare saving e aumentare la competitività…
ma anche investire nel benessere delle persone, tutelando la loro salute e valorizzando il loro potenziale.
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